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> INFO > ROTTA DEL SUD : |
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L'Ethiopia dispone di un ventaglio di Meraviglie tutte meritevoli di visite accurate. Si può spaziare dalle mete che vi sottoelenchiamo ad altre più specifiche per i più esigenti.
L’Etiopia del Nord è una zona tra le più interessanti del Paese prevalentemente per l'aspetto storico/artistico che ne contraddistingue il percorso. Antiche e potenti civiltà transitarono le principali città Axum, Lalibela, Bahar Dar e Gondar che tuttora ne conservano intatte le testimonianze attraverso inestimabili e straordinari monumenti. La rotta storica consiste in un giro che parte e ritorna ad Addis Ababa (senza dover fare due volte la stessa strada, quindi farla in un verso o nell'altro è la stessa cosa) ed è abitualmente visitata: nei mesi di settembre in coincidenza con la festa di Meskel; nei mesi che vanno dalla seconda metà di novembre fino alla fine di febbraio per le numerose altre festività; ed infine nel mese di aprile che coincide con la Pasqua Etiope (Fasika) .
Bahar Dar e΄stata premiata per il suo piano regolatore molto ben progettato ed è situata nelle vicinanze del lago Tana, il più grande d'Ethiopia . Gondar (meno comunemente scritto Gonder) vecchia capitale imperiale dell'Etiopia e Axum è la città più antica d’Ethiopia che fu fondata dai due fratelli gemelli EZANA e SEZANA e fu capitale dell' Impero Axumita che rimase forte per più di 1000 anni.. Oggi Axum è un sito archeologico di grandissimo valore storico-culturale e la gente che lo popola si tramanda leggende basate su fatti realmente accaduti ma che possono sembrare delle storielle metropolitane: come la storia della Regina Saba che qui, nella chiesa di Zion Mariam, ha fatto portare l'Arca della Santa Alleanza (o le Tavole dei10 comandamenti di Mosé) che tuttora vi è custodita ed in più ci sono oltre 3000 manoscritti e gli abiti di tutti gli Imperatori che qui sono stati incoronati fino al Re dei Re H.I.M. Hailé Sellassié I - Imperatore degli Imperatori. Andando verso Mekele si vedono alcuni dei monasteri presenti nella zona del Tigray. Alcuni di questi sono: il tempio Yeha che ha 5000 anni; Debre Damo a cui vi si può accedere unicamente da una resistentissima corda lunga ben 26metri e Wuckro Cherkos che nel 600 d.C. fu bruciata insieme a tante altre chiese da Yodit Gudit, “una” generale che giunse da Israele con l'intenzione di riprendersi l'Arca della Santa Alleanza. Si arriva quindi a Mekele la capitale del Tigray, città in veloce crescita demografica. Da qui si prosegue per Lalibela passando per Dessiè, una città situata nella zona centro-nord dell’Ethiopia lungo la strada che va da Addis ad Asmara (capitale dell’Eritrea). A Dessié è tralaltro presente un aeroporto che è condiviso con lai vicina Kombolcha. Lalibela è considerata una delle 8 Meraviglie del mondo e fu fondata nel XII sec. dall’ imperatore omonimo che realizzò questa fantastica opera architettonica dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme per creare una seconda Gerusalemme per la propria gente. In 23 anni fece costruire le 11 chiese monolitiche distinguendole in 3 gruppi diversi: seconda Gerusalemme (5 Chiese), l'Arca di Noè (o St.George) e l'inferno (5). Si narra che la discesa dalle prime 5 Chiese alle ultime 5 stia ad indicare la strada che percorse Adamo scendendo dal Paradiso all'inferno, dove la Chiesa centrale eretta a forma di croce (St George), stà a rappresentare l'arca di Noè. Debre Berhan (o Debre Birhan) è una città che è regolata amministrativamente da una sorta di governo locale(woreda). Con il cuore e la mente pieni di emozioni facciamo ritorno verso la Capitale e siamo pronti a scommettere che sarà un’esperienza indimenticabile per chiunque percorra questa rotta.
Punto d'incontro di ogni tipo di itinerario, Addis Abeba significa Nuovo Fiore e fu fondata da Menelik II negli ultimi anni dell’ 800. E’ una città situata a circa 2500 metri di altezza in continua e forte espansione ma dove purtroppo, come in molte altre città Africane, non vi è un’equa suddivisione delle risorse. Ma a Addis potrete trovare ugualmente bellezze di vario genere: il Museo Nazionale dell' università di Siddistkilo dove sono conservati i resti fossili della più antica forma ominide del Genere Umano chiamato Lucy o Dinknesh come è chiamata dalla gente locale( scoperta datata indietro di 3,2 milioni di anni fa), il Mercato all’aperto più grande dell’Africa, la collina di Entoto situata a 3200 metri circa di altezza che è il posto più panoramico da dove vedere la città e la Terra che la circonda, ed altri luoghi degni di visita. A differenza della rotta storica, il sud Ethiopia è famoso per l’infinita varietà di bellezze Naturali e selvagge del suo territorio: paesaggi mozzafiato, specie endemiche protette, possibilità di avvistare animali ed uccelli di ogni genere, Parchi Nazionali, cascate a cui si unisce, tanto per non farsi mancare nulla, una varietà di etnie il cui stile di vita è ancora radicato nelle antiche tradizioni e le cui genti parlano più di 45 lingue.Di seguito trovate descritte le zone dove si sviluppa tutto ciò sperando di darvi un’idea verosimile di quello che, credeteci, è molto difficile rendere solo a parole. La Grande Rift Valley (the Great Rift Valley) é una vasta zona dal grande interesse geografico e geologico che si sviluppa dal nord a sud per 5,000 km e precisamente dalla Siria del nord nell'Asia sud-occidentale, fino al Mozambico, nell'Africa orientale. Possiamo trovare differenti tipi di flora e fauna, laghi e fiumi lungo ed intorno la Grande Rift Valley: il tratto che si trova in Ethiopia risulta esserne la parte più grande. All’inizio del tragitto si trova questa città nota per i suoi laghi vulcanici dove il clima è mite tutto l’anno anche nelle stagioni delle piogge. Proseguendo per una ventina di km, all’altezza di Mojo, si entra già nella Rift Valley da dove si potrà godere della bellezza dei laghi qui presenti. E’ un altro lago nella Rift Valley con la particolarità di essere l’unico balenabile in Ethiopia: quindi portatevi un costume perché quando si passa da lì sarà possibile farsi un bel bagno immersi nel magnifico scenario che solo in questo Continente si può ammirare. A pochi km si trovano altri due laghi Gemelli dalle caratteristiche totalmente differenti l’uno dall’altro. Abyata è salmastro e poco profondo(14metri) mentre il lago Shala occupa un cratere dalla profondità di circa 260 metri diventando così il lago più profondo della Rift Valley. Quest’ultimo è particolare perché sono presenti in esso delle isole di origine vulcanica ed intorno, diverse sorgenti sulfuree. Le isole del lago Shala ospitano la più importante colonia dei Grandi Pellicani Bianchi di tutta l’Africa; oltre a questi ci sono aquile pescatrici, oche egiziane, pivieri, aironi, folaghé, trampolieri e diverse specie di anatre. Ottima scelta per chi ama il bird-watching. Shashamane è la Terra lasciata a suo tempo dall’Imperatore degli Imperatori H.I.M Hailé Selassié I (Potere della Trinità) a coloro che avessero voluto far ritorno nella Madre Terra. Dopo la breve sosta a Shashamane si va verso Arbaminch che deve il suo nome alle numerose sorgenti naturali site nei dintorni dei laghi Abaya e Chamo che creano un panorama talmente affascinante da rendere Arbaminch una delle tappe più emozionanti del viaggio. Tappa che ha la sua importanza poiché i DORZE (gli abitanti del luogo) sono famosi per le capanne a cipolla fatte di foglie di bambù. Si prosegue per Konso a 90 km di distanza da Arbaminch.E’ una zona remota con pochi mezzi di trasporto esistenti dove la gente si dedica all’agricoltura con il terrazzamento per evitare l’erosione del terreno. A 40 km da Jinka vi è un altro Parco Nazionale: quello di Mago dove ci sono i villaggi dei MURSI, la popolazione più antica del mondo e ben noti per il piattello che le donne portano nel labbro. Arrivandoci si ha come la sensazione di tornare indietro nel tempo e di vedere i propri antenati. Nel quartier generale del Parco si può anche allestire un campeggio. Appartati sulle alture a ovest del corso inferiore del fiume Omo, nell'Etiopia meridionale, i Surma sono una delle realtà tribali meno conosciute. Lontano da strade o piste segnate, i loro villaggi sono rag-giungibili solamente con percorsi a piedi lunghi e faticosi. Il clima è temperato, caldo oltre i 1500 metri con possibili notti fredde, torrido ad altitudini inferiori. Dai Surma,alle eleganti genti Nuer che vivono più a nord, intorno a Gambella, e agli agricoltori Oromo sulla strada del caffé. Grandi allevatori di vacche e capre, i Surma sono rimasti chiusi in un secolare isolamento. La necessità di sopravvivenza, legata soprattutto ai pascoli, ha fatto sì che queste piccole tribù rimanessero intimamente legate alla propria identità di gruppo e ciò ha impedito fusioni culturali con le vicine etnie dei Mursi e dei Bume. Rimane comune ai diversi gruppi lo stile di vita, dettato da leggi di soprav-vivenza, ma cambiano i tratti fisici, somatici, e le decorazioni estetiche, attraverso le quali si esprime l’appartenenza ad un preciso clan. Alti e snelli, con i caratteri tipici dei popoli nilotici, i Surma assomigliano molto ai Nuba del vicino Sudan. Con i Mursi, fanno parte di quell’ ormai sparuto gruppo di etnie le cui donne portano ancora il piattello labiale, tondo presso i Mursi, tondo, triangolare o trapezoidale presso i Surma. L’arte corporale riveste anche qui molta importanza: la decorazione è ottenuta spalmando sul viso un impasto di acqua e caolino sul quale vengono tracciati con le dita disegni secondo moduli decorativi che cambiano di volta in volta. Il percorso prevede poi il passaggio da Dimeka nota per il mercato del sabato ma soprattutto per la presenza degli HAMMER una delle etnie più calde ed accoglienti secondo noi che avranno il grande piacere di portarvi nei loro villaggi tradizionali proseguendo poi verso Turmi, luogo di camping e di totale relax immerso in una spettacolare savana. Da Turmi si torna verso Konso per dirigersi poi a Yabello. In questa zona è presente il lago vulcanico salato EL-SOD (detto anche Casa del Sale) dove troveremo un esempio unico di estrazione dell’acqua:i cosiddetti “Ela” o “pozzi cantanti” che possono essere profondi fino a 30 metri e dove 2 volte al giorno i BORANA formano una catena umana e cantando,si passano i contenitori d’acqua di mano in mano(esperienza sicuramente da non perdere). Poi troviamo Awasa, località che prende il nome dal lago omonimo, da dove invertiremo la rotta passando nuovamente da Shashamane, da Wondo Gennet (Gennet = Paradiso in amarico) per arrivare poi a Goba. E' situata nella Bale zone (una delle 12 zone della Oromia Valley - Valle dellìOmo) BUON SKANTRAVIAGGIO A TUTTI!!!
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