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  LA TERRA DEL CAFFE'
Scopri le origini, gli usi e la Cerimonia, di dove è nato il Caffè.
 
  "IL NUOVO FIORE"
Addis Abeba, la capitale
 

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Data etiopica

Gregoriana


Festività
> 7 Tahesas
7 gennaio Natale (Genna)
>19 Tahesas
19 gennaio Epifania (Timkat)
> 23 Yekatit
2 marzo Festa nazionale per la vittoria di Adua
> 28 Megabet
6 aprile Giorno dei patrioti
> 9 Meyazeya
17 aprile Id Al Adha- giorno del Sacrificio (Arafa)
>17 Meyazeya
25 aprile  
> Meyazeya
Aprile/maggio
Pasqua (Fasika)
> 23 Meyazeya
1 maggio Festa dei lavoratori
> 20 Genbot
28 maggio Caduta del derg
>10 Hamle
17 luglio Nascita del profeta Maometto
>1 Meskerem
11 settembre Capodanno (Enqutatash)
>17 Meskerem
27 settembre Festa della croce (meskal)

 

 

 

 


L’Etiopia adotta il calendario Giuliano che è di 7 anni e 8 mesi indietro rispetto al calendario Gregoriano.
Il calendario etiope è costituito da 12 mesi di 30 giorni e da un periodo di 5 giorni. Ogni quattro anni, durante l’anno bisestile, viene aggiunto un giorno supplementare nell’ultimo periodo.
Il primo dell’anno corrisponde al nostro 11 settembre (il 12 negli anni bisestili).
                                

Mese etiopico Calendario gregoriano
> Meskerem 11 settembre- 10 ottobre
> Tikemt 11 ottobre- 9 novembre
> Hidar 10 novembre- 9 dicembre
> Tahsas 10 dicembre- 8 gennaio
> Tir 9 gennaio- 7 febbraio
> Yakatit 8 febbraio- 9 marzo
> Maggabit 10 marzo- 8 aprile
> Miyazya 9 aprile- 9 maggio
> Ginbot 10 maggio- 7 giugno
> Sene 8 giugno- 7 luglio
> Hamie 8 luglio- 6 agosto
> Nehasa 7 agosto- 6 settembre
> Pagume 6-10 settembre


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Il "Nuovo Fiore" - ADDIS ABEBA  


Addis Abeba (Nuovo Fiore) fu fondata dall'Imperatore Menelik II re dello Scioa che aveva riconosciuto nel monte Entoto una posizione strategicamente utile per la costruzione di una base militare per operazioni verso la parte meridionale del suo regno. L'interesse dell'imperatore crebbe quando sua moglie Taitù cominciò dei lavori di restauro per una chiesa sul monte Entoto e Menelik decretò la costruzione di un'altra chiesa nella zona. Comunque l'area non incoraggiava la fondazione di una città per la scarsità di legna ed acqua, per cui uno stanziamento cominciò nella vallata a sud della montagna nel 1886. Inizialmente Taitù costruì una casa vicino alle sorgenti minerali di Filwoha, conosciute dalla popolazione locale oromo come Finfinne, dove i membri della corte reale passavano delle vacanze termali. Altri nobili e personale di servizio si stabilirono nelle vicinanze e Menelik ampliò la casa della moglie per farne il Palazzo Imperiale che rimane a tutt'oggi la sede del governo nella città.
Addis Abeba divenne la capitale dell'Etiopia quando Menelik II divenne Imperatore d'Etiopia nel 1889. Da allora la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Uno dei contributi di Menelik che è ancora visibile oggi sono i numerosi alberi di eucalipto piantati lungo le principali strade della città.
Il 5 maggio 1936 la città venne occupata dalle truppe italiane nell'ambito della Seconda guerra Italo-Abissina.
Haile Selassie venne aiutato dall' Organizzazione di Unità Africana nel 1963 ed invitò la nuova organizzazione a mantenere il suo quartier generale nella città. La OUA venne dissolta nel 2002 e fu sostituita dall'Unione Africana sempre con sede ad Addis Ababa. La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa ha anch'essa sede nella Capitale.
La città è servita dall'Aeroporto internazionale di Bole, dove un nuovo terminal è stato aperto nel 2003.
Addis Abeba dispone anche di una connessione ferroviaria con Gibuti, sconsigliabile da percorrere a meno che non siate dotati di una notevole pazienza visto che la durata del viaggio si aggira intorno alle 24 ore .
Ad Addis potrete trovare bellezze di vario genere: il Museo Nazionale di SIDDISKILO’dove sono conservati i resti fossili della più antica forma ominide del Genere Umano chiamato Lucy( scoperta datata indietro di 3,2 milioni di anni fa), il Mercato all’aperto più grande dell’Africa, il monte Entoto situato a 3200 metri circa di altezza che è il posto più panoramico da dove vedere la città e la Terra che la circonda, ed altri luoghi degni di visita.


> LA TERRA DEL CAFFE' > La nascita del caffè
C’è una antica legenda Etiopica che narra di un giovane allevatore che vedeva cambiare insolitamente l’umore del proprio bestiame quando questo si cibava di particolari bacche rosse. Incuriosito, ne consumò qualcuna anche lui e provò gli stessi effetti stimolanti. Anche un monaco di un monastero vicino provò tali bacche e si accorse come queste potessero essere d’aiuto per lui e per gli altri fedeli nella notte per avere più attenzione durante la preghiera. Da qui si incentivò l’uso del caffè anche al di fuori di Kaffa, il luogo da dove il caffè ebbe appunto origine.

> La cerimonia del caffè
Come si accennava in precedenza. nella provincia meridionale di Kaffa, furono trovate le prime tracce originarie del CAFFE’ (o BUNNA come si dice in amarico) che fu successivamente trasportato in Arabia (la tanto famosa miscela arabica) per poi giungere al resto del mondo occidentale.
Quando vi troverete in Ethiopia, sarà possibile assistere/partecipare alla tradizionale Cerimonia dove oltre al protagonista principale, il caffè, potrete notare come si sviluppino gradevoli conversazioni accompagnate dall’odore dell’incenso e dalla vista di fiori e fili d’erba a corredare il tutto. Poi, con dei modi tipicamente aggraziati, belli e dolci delle Creature del posto, una donna inizia a preparare i chicchi di caffè sopra un tegame di ferro che verrà adagiato sul carbone; una volta tostati i chicchi, la donna procede a polverizzare gli stessi con una specie di mosto da dove vien fuori il caffè in polvere; poi si mette il caffè in un bricco da appoggiare sul carbone fino a che non sarà pronto il Bunna: beh,da italiano quale sono vi posso confermare che ho bevuto un caffè addirittura più buono del nostro. Provare per credere!

> Il commercio del caffè

Il caffè è da lungo tempo la più importante fonte di commercio d’esportazione del Paese. Uno scrittore dal nome Harris scrisse nel 1844 che il commercio del caffè partì 500 anni prima di quando fu trasportato in Arabia da un commerciante!
Un monaco etiope conosciuto come Brother Thomas comprovò questa storia e descrisse l’esatta rotta che il caffè “prese”quando fu commerciato con l’Arabia
I primi viaggiatori d’Ethiopia notarono un gran numero di alberi da caffè che crescevano rigogliosi in alcune aree dove le condizioni climatiche erano il massimo che le piante potessero desiderare: anche questa storia rafforza la convinzione della nascita del caffè in Ethiopia.
Come la produzione del caffè iniziò lentamente ad incrementare, i produttori etiopi avvertirono il senso di competizione. Gli olandesi controllavano il mercato americano e asiatico e la Compagnia delle Indie Francesi importò caffè direttamente dallo Yemen e diede il via alla sua coltivazione localizzata nelle Isole Bourbon.
Altri Paesi Africani come l’Angola, il Kenya e il Madagascar cominciarono a coltivare caffè e, più o meno agli inizi del 1960, la produzione di Robusta in Africa era quasi 4 volte superiore di quella arabica, prima tipologia originaria direttamente dall’Ethiopia.

> Uso del caffè in Ethiopia

Il caffè in Ethiopia è stato sempre considerato come una medicina, un cibo e una bevanda. Sia i Cristiani che i Musulmani beneficiarono dei suoi effetti stimolanti raggiungendo livelli d’attenzione più soddisfacenti per i loro servizi religiosi. Ma gli Ortodossi o la parte più conservativa dei preti lo consideravano come una bevanda tossica tanto da proibirlo da lì a poco. Ciò nonostante, il rito del caffè si diffuse rapidamente in tutto il Paese. Infatti nel XVI sec. fu talvolta usato, seppur in piccole dosi, come medicinale in alcune zone d’Ethiopia.
In altri luoghi il caffè veniva mangiato accompagnato da altri grani; infatti, solo 50 anni fa, fu scoperto che in alcune società , le bacche di caffè venivano condite con burro, pepe e altre spezie e veniva offerto come snack per onorare gli ospiti. Altri posti d’Ethiopia commerciarono il caffè per il suo valore come cibo. In questo modo i commercianti potevano rivolgersi direttamente alle persone ricche affinché questi coltivassero il Caffè per proprio conto senza dover percorrere quindi lunghi viaggi.

> Produzione del caffè

L’Ethiopia è la terza più grande produttrice di caffè dopo Uganda e Costa d’Avorio. L’esportazione è una delle più grandi risorse di scambio, ma è anche una fonte di impiego per molte persone. Proprio per questa grandezza e ricchezza economica che tale commercio può creare, che i governi stanziano finanziamenti volti a migliorare le infrastrutture per tale servizio nonché ad aumentare la mano d’opera ivi assegnata, sistemi di controllo e pubblicità annessa.
La creazione dell’Autorità del Caffè e del The prova questo fatto e uno dei suoi obiettivi è appunto quello di supportare la produzione ed il commercio tanto quanto gli sforzi di ricerca in tal senso. Ci sono diversi centri di ricerca come quello di Jimma, il Jimma National Coffee Center (JNCRC) creato nel 1967.
E’ stimato che in Ethiopia vengano prodotte tra le 200.000 e le 250.000 tonnellate di caffè ogni anno, con fluttuazioni dovute alle condizioni climatiche, prezzo e natura stagionale delle piante del caffè e che la maggior parte del raccolto venga venduto da Addis Ababa.


> IL CIBO

L’injera è la base dell’alimentazione del Paese. Si presenta come una soffice piadina composta da una farina che si trova solo qui in Ethiopia: il Teff.
La carne e le verdure sono spesso cucinate con spezie piuttosto piccanti quali il berberé(misto di 16 spezie), il mit mità, il kharia e l’awazé, ma se non gradite il piccante…..questa è la volta buona per iniziare.
Vi consigliamo di accompagnare i piatti tradizionali preferibilmente con la birra locale che è molto gradevole, dissetante e non appesantisce ulteriormente (St Georges, ecc..) piuttosto che l’acqua che sortirebbe solo effetti opposti a quelli desiderati.
Non perdetevi una bella tazza di CAFFE’ (Bunna): è qui in Ethiopia che sono radicate le sue origini! Infatti, se e quando vi troverete ad Addis, chiedete un bel caffè, macchiato o no che sia, o un cappuccino: sentirete che gusto!!!

L’acqua è facile da trovare rigorosamente in bottiglie sigillate (dal costo di pochi BIRR), ma per il resto non è potabile.
Imperdibili sono i JUICE, succhi di frutta, che non assomigliano affatto a quelli occidentali: sono tanto densi quanto buoni, nonché nutrienti e adatti a soddisfare l’appetito! I juice vengono infatti serviti in un bicchiere lungo con 3 o 4 strati di polpa densa a tal punto che i colori relativi ai singoli frutti sembrano un arcobaleno dipinto sul bicchiere stesso. Si mangiano col cucchiaino spolverato di succo di limone verde. I gusti sono a scelta anche se solitamente compaiono mango, papaia, avocado, fragole. A gennaio e febbraio è d’uopo assaporare le papaie, da gustare sempre con il limone verde, che sono davvero ottime: e se pensate che una papaia da 1kg costa 3 Birr (3 centesimi di €uro!)…..
Il costo per mangiare è molto basso: per i tre pasti della giornata si spendono circa 100 birr (10 €uro) inclusa la birra. Costa ancora meno se mangiate i piatti tipici etiopi anche se spesso viene praticato un prezzo per i locali e uno per un turisti che va sino al doppio, quindi..attenzione! A Gondar esiste un ristorante il " Habesha Kitfo" dove oltre che mangiare un ottimo kitfo in un ambiente arredato in modo tradizionale, è possibile acquistare buoni pasto per i bambini di strada. Iniziativa encomiabile e da sostenere: con una modica spesa si possono offrire pasti ai bambini poveri che vivono lungo le strade.
In conclusione: tutto ciò che vedete, vivete o assaggiate in questa Terra ha un …… SUO sapore che difficilmente potrà cancellarsi dalla mente!!!

 











































































































































 












 

 

  

 

  
  
 
  
     
 


 

 


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